Piercamillo Davigo al RC Valle Sabbia : «La corruzione è un vizio nazionale»
Fonte: Rotary 2050
ODOLO – Affollato interclub a fine novembre del RC Valle
Sabbia (presidente Fausto Cassetti) con i soci dei Rotary Club Brescia-Est (presidente Fabio Lucchesi),
Salò e Desenzano (presidente Andrea Manerba) e Valtrompia (presidente Mario Appodia) per un relatore prestigioso, il magistrato Piercamillo Davigo, e un tema accattivante: "La corruzione in Italia", vizio nazionale tanto radicato quanto sottovalutato, che ci porta a essere l'ultimo nella vergognosa classifica degli Stati più industrializzati dove la corruzione è meno radicata.
Una illegalità diffusa che trova sostegno nella complicità omertosa. Il caso limite della Calabria, ricordato dal relatore, che vanta due sole condanne in vent'anni per corruzione e sarebbe, di conseguenza, a livello della Finlandia primo Paese nell'elenco dei virtuosi (negli ultimi 20 anni a Brescia sono state circa 200).
Con aneddoti di vita vissuta (da magistrato) il relatore ha voluto dimostrare che la corruzione da noi è così diffusa da divenire sistema condiviso per il quale non esiste altra difesa se non ricorrendo all'isolamento del colpevole e al carcere, strumento indispensabile per interrompere i rapporti illeciti con i complici.
E’ stata anche l’occasione per il magistrato per difendersi dalle accuse ricevute al tempo di Mani
Pulite, quando il presidente della Repubblica aveva criticato il "tintinnar di manette". Per verità l'approccio repressivo e l'idea della corruzione come reato diffuso e non strettamente legato al singolo colpevole disonensto è risultato poco condiviso da parte di alcuni rotariani. Ed è parsa confermata la fama del giudice Davigo (attualmente consigliere di Cassazione) di essere, seppur con motivazioni “tecniche”, un utilizzatore "disinvolto" della carcerazione in funzione preventiva.
E queste premesse spiegano perché, dopo che il magistrato rivolgendosi alla platea con fare deciso ha rimarcato che «il tema della corruzione riguarda tutti», tra i rotariani in sala si sono avvertiti un telepatico messaggio e una pressante urgenza a far ricorso ai più sacri amuleti.
