Le radici cristiane dell'UE
Fonte: Rotary 2050
VALLE SABBIA - Relatore d’eccezione al RC Valle Sabbia (presidente Fausto Cassetti), che ha ospitato il senatore Sandro Fontana per parlare delle radici cristiani dell’Europa. Fontana, nel 1970, in occasione delle prime elezioni regionali fu eletto e divenne assessore all'Istruzione della Regione
Lombardia nella giunta del presidente Piero Bassetti. Direttore del Popolo (giornale della Democrazia Cristiana), fu vice segretario della Dc con Ciriaco De Mita segretario. Con il governo di Giuliano Amato fu ministro dell'Università. Eletto per due mandati a Palazzo Madama, si presentò candidato alle elezioni europee. Eletto, divenne vice presidente del Parlamento Ue.
Attualmente Sandro Fontana è presidente della Fondazione "Luigi Micheletti" di Brescia, direttamente impegnata nella realizzazione del nuovo importante Museo dell'industria e del lavoro in corso di realizzazione nel comparto di via Milano. Nel suo intervento, il sen. Fontana ha ripercorso in poche battute la nostra storia dal dopoguerra ad oggi per dimostrare il ruolo fondamentale giocato dalla cultura cristiano-cattolica per costruire la società, superando in particolare la pericolosa insidia comunista. Ha quindi ripercorso alcune tappe della storia del pensiero politico soffermandosi sulle considerazioni del bergamasco Carlo Cattaneo, che vedeva nel rispetto della dignità della persona e nella capacita dell'autogoverno (la democrazia) le caratteristiche fondamentali della nostra cultura europea. Entrambe queste impostazioni derivano dall'esperienza cristiana e dalle norme della convivenza elaborate dai monaci nei conventi dell'Europa antica. Così l'esempio delle elezioni (nomina dell'Abate) con la maggioranza qualificata, il voto di fiducia (che confermava l'Abate), il ballottaggio (sistema di votazione che utilizzava le balote, cioè le castagne).
Numerosi gli interventi anche al termine della conviviale quando girando tra i tavoli per conoscere i soci il senatore Fontana ha risposto alle numerose domande e provocazioni.
Nicola Bianco Speroni
