Dalla Nuova Zelanda alla Valle Sabbia per turismo e soprattutto amicizia
Fonte: Rotary 2050
ODOLO – Ancora una volta il Rotary Club Valle Sabbia
Centenario (presidente Fausto Cassetti) è stato occasione di incontri e conoscenze che ampliano il ristretto confine geografico della Valle fino a giungere ai più lontani orizzonti. Sono solo un paio di anni che il Rotary è attivo in Valle Sabbia, tuttavia numerosi ospiti intenzionati sono già giunti a conoscere il territorio valsabbino e i rotariani. Tra questi ospiti alcuni sono arrivati anche dall’estero, come recentemente il gruppo della Turchia e prima gli americani di Miami. Non ha destato quindi sorpresa l’annuncio di una nuova visita, se non quando si è appreso la terra di origine dei nuovi ospiti: la Nuova Zelanda. Che si trova a 27 ore di volo dall’Italia, oltre l’Australia separata da questa dal Mare di Tasmania. Si tratta di un’isola con una natura fantastica ed incontaminata (basta ricordare le riprese lì realizzate della saga “Il Signore degli Anelli”) grande come l’Italia ma con una popolazione di soli 15 abitanti per chilometro quadrato contro la media italiana di 200. Benché conti solo 4 milioni di abitanti, la Nuova Zelanda vanta però ben 45 milioni di capi di bestiame, in prevalenza pecore e manzi che rappresentano la voce principale dell’economia neozelandese.
Philip York e sua moglie Sue sono giunti da Auckland, la principale città della Nuova Zelanda, dove
Philip è il presidente degli allevatori, la più importante associazione imprenditoriale della Nuova Zelanda.
Philip è stato anche presidente del Rotary Club Alfriston appartenente al Distretto 9920 del Rotary
International, che comprende altre alla Nuova Zelanda, le Isole Fiji, le Isole Cook, Samoa, il Regno di Tonga e la Polinesia. In Valle Sabbia, ovviamente, la visita è stata imperniata sull’industria più che sull’agricoltura. Accolti dal sindaco Fausto Cassetti a Odolo con due guide d’eccezione hanno potuto conoscere la storia della lavorazione del ferro. Pierluigi Leali ha accompagnato la visita all’antica fucina del maglio dove venivano realizzati a mano gli attrezzi agricoli, mentre Ruggero Brunori ha condotto la visita all’acciaieria dove gli increduli ospiti hanno potuto assistere al lavoro straordinario dei più moderni impianti con una produzione di 2 tonnellate di tondino al minuto.
Nicola Bianco Speroni
