Alta Valsabbia Sport Hand sogna una casa
Fonte: Giornale di Brescia
Alta Valsabbia Sport Hand sogna una casa
Servono 100mila euro per una sede vicina agli impianti di sci, per agevolare i corsi per i disabili serva anche da base per gestire in modo continuativo una scuola di sci per atleti diversamente abili. Ecco il progetto di Alta Valsabbia
Sport Hand, sodalizio presieduto da Paolo
Mazzacani che opera ormai a livello nazionale, promuovendo la partecipazione ad attività sportive di chi ha perso l’uso delle gambe.
Occasioni d’incontro che meglio di altre hanno la peculiarità di favorire il confronto e di stimolare al superamento di oggettive condizioni di difficoltà. Un programma che ha incontrato il sostegno del Club Rotary Valle Sabbia Centenario che nei giorni scorsi ha organizzato al Nineteen di via Bulloni, in città, una serata di beneficenza espressamente dedicata all’iniziativa.
Obiettivo del sodalizio presieduto da Clara
Stabiumi cominciare a raccogliere fondi e far conoscere il progetto ai colleghi rotariani del resto della provincia bresciana, perché possano dare il loro contributo ad un’iniziativa che trascende certo i confini della Valle Sabbia.
Centomila euro ci vogliono per realizzare il sogno di Mazzacani e dei suoi amici: una sede posizionata nelle immediate vicinanze di un campo da sci nella quale gestire in modo adeguato almeno tre ragazzi disabili per volta. La condizione ideale per avviarli alla pratica dello sci, resa possibile da una ormai collaudata tecnologia, o per perfezionarne lo stile. Da anni il sodalizio organizza corsi in una decina di località sciistiche, dal Gaver a Campiglio, da Cortina all’Abetone passando per Pila, in Val d’Aosta, entrando a far parte di una rete di associazioni che si sostengono una con l’altra: «Funziona così: noi di Alta Valle Sabbia Sport Hand ci diamo da fare soprattutto in Gaver e Campiglio e siamo disposti a dare una mano anche altrove. Gli altri fanno altrettanto con le località più vicine - ci dice Mazzacani, "paracampione" col monosci e con la racchetta da tennis -.
Solo la Freerider c’è sempre al completo».
«Il nostro impegno non avrebbe senso senza la possibilità di offrire una via d’uscita a chi rischia di rimanere bloccato in sé stesso, a casa o su una sedia a rotelle, per il resto della sua vita», aggiunge Paolo Mazzacani, che ci è passato.
Grazie alla nuova base, il corso di sci si trasformerebbe da occasionale (una volta l’anno) a continuativo (anche tutti i giorni) e permetterebbe ai partecipanti di risparmiare la spesa per l’albergo. L’idea iniziale era quella di piazzare la struttura in Gaver, dove c’è anche del terreno a disposizione. C’è però un problema, che è la mancanza di certezze circa la riapertura degli impianti un anno con l’altro. Il sodalizio sta dunque esaminando altre possibilità.
Ubaldo Vallini
